L’ITALIA: PSICOTERAPEUTA D’EUROPA


Sicché i politici e la stampa europei ci deridono, sbeffeggiano e redarguiscono a ogni piè sospinto, e lo fanno ovviamente dall’alto della loro cristallina purezza e credibilità. Si permettono pure di contestare qualsiasi decisione della nostra libera repubblica, intervenendo perfino nelle campagne elettorali, definendoci inaffidabili, pagliacci o, peggio, mafiosi. Insomma, come fossero negrieri di Sua maestà e noi schiavi nelle piantagioni di cotone. Facciamo mente locale… Negli ultimi 500 anni di storia del genere umano, niente e nessuno ha squassato il mondo più della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d’America. Hanno conquistato, rapinato, deportato, imprigionato, decapitato, impiccato, stuprato, fucilato, affamato e torturato con pianificata convinzione centinaia di milioni di esseri umani, nel nome della loro superiore civiltà. I campi di concentramento e i genocidi fanno parte della loro gloriosa storia quanto il porridge e il pollo fritto. Non è nostra intenzione indugiare troppo sugli infiniti esempi di disprezzo per la materia umana rilevabili da polverosi archivi storici, ma ne citiamo uno, affinché valga per tutti. Ciò che il medico nazista Mengele sperimentò in fatto di “eugenetica” nei Lager fino al 1945, il Common Wealth britannico lo realizzò su ampia scala in quella che fu la sua colonia penale per eccellenza: l’Australia. Fino agli anni settanta del secolo scorso, per capirci, fino a 40 anni fa, la strategia dello “Schiarimento” della razza indigena studiata a tavolino dall’impero britannico, prevedeva la confisca dei figli aborigeni e unioni obbligatorie tra autoctoni australiani e bianchi di origine britannica, mediante matrimoni misti forzati, il cui scopo era di dar vita a una generazione meticcia. Quest’ultima rientrava in successivi gironi di purificazione razziale, onde giungere al compimento selettivo della modificazione genetica per via riproduttiva. Esattamente come fa un allevatore di levrieri col pedigree da parata. Questo sconcio è stato riconosciuto dal parlamento australiano solo una quindicina di anni fa. Bontà loro… Stendiamo poi un velo pietoso sugli imperi già in precedenza decaduti come Spagna e Francia: la prima parassita del nuovo continente, responsabile primario della cancellazione delle civiltà precolombiane, colonizzatrice del Sahara fino al 1975 e dittatura franchista sino al 1978, la seconda, non ancora arresasi alla fine della grandeur imperiale, artefice delle devastazioni post rivoluzionarie di un psichedelico oriundo Italiano di nobili origini toscane di nome Napoleone Bonaparte e belligerante dall’Indocina alla regione magrebina fino agli anni sessanta, sempre del secolo appena trascorso. I Tedeschi poi, soffrono ancora della sindrome romana, mantenendo quella irrequietezza barbara, che negli ultimi cento anni li ha fatti muovere con l’aggraziata agilità di un elefante ebbro nel negozio di porcellana. Chi è più comico, dunque, e soprattutto, chi è più civile? Noi le nostre colpe le abbiamo avute e continuiamo ad averle, ma dalla fondazione della Repubblica nel 1948 a oggi, oltre alle scuse formali e sostanziali per il ventennio fascista, abbiamo sempre e solo dato l’anima, soldi e vite umane per collaborare per il benessere del mondo intero, mentre i pontificatori ipocriti d’oltralpe avevano ancora le mani lorde di sangue. La ghigliottina francese continuava a mozzar teste fino al 1977, la garrota ispanica a strozzare fino al 1974, la forca britannica a impiccare fino al 1964. Una menzione speciale va attribuita agli Stati uniti, che in 28 dei 50 stati, ti concedono cortesemente la scelta fra sedia elettrica, impiccagione, fucilazione, camera a gas o iniezione letale. Però tutti loro a prenderci per il culo, ad atteggiarsi a Lord Inglesi, laici dell’egualitari età francese o difensori ed esportatori di massa della democrazia al sapore di Coca Cola. La verità è, che l’Italia caciarona, perennemente immersa nel suo decadente casino, fa da parafulmine all’Europa dei fighetti, con le loro mai metabolizzate depressioni. Puntando i loro riflettori sul Belpaese, dove vizi e debolezze vengono scaraventati in piazza, essi rimangono al buio, come i pomicioni al cinema, consci di non essere visti dagli spettatori, intenti a guardare il film, con gli occhi incollati al grande schermo. Insomma si lavano la propria coscienza sporca, distogliendo l’attenzione dalle loro sozzure inenarrabili. E’ come andare dal prete confessore o dal psicanalista: due Ave Maria o un flacone di valeriana extra forte, e ti senti subito meglio. Del nostro ruolo di medico curante siamo ben consci …ma non esagerate, d’accordo?

Genocidio australiano


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